Lettera aperta

     

       Brindisi, 04 aprile 2015

Cari docenti,

Cari bambini,

Cari ragazzi,

Care famiglie di Porto Cesareo,

forse per qualcuno le mie parole giungeranno tardi, troppo tardi rispetto ai tempi scolastici e ai riti formali degli Auguri per l’imminente Santa Pasqua. Ma, forse purtroppo, contrariamente a quanto qualcuno sostiene, le esteriorità, le frasi dette per opportunità, l’essere altro rispetto a quello che nella sostanza si è, non mi appartiene, per quanto talvolta mi sforzi di farlo.

E così, stamattina, nell’intimità del mio nido domestico, in questo Sabato Santo, mentre i miei cuccioli dormono ancora, lontano dalla frenesia degli uffici di Presidenza, fuori dal tempo scuola, scandito per voi dalle ore di lezione, per me da un “non tempo” incalcolabile, fermo i pensieri, raccolgo le idee, lascio che la mente viaggi ovunque voglia andare. Ed ecco che si ferma a riflettere su quanto lungo è stato il percorso vissuto insieme fino a questo momento, percorso per nulla spianato e lineare, ma che proprio perché irto di difficoltà, ci ha lanciato delle sfide che hanno tirato fuori il meglio di noi. E quelle sfide le abbiamo vinte tutte.

E sono le “nostre” conquiste, i “nostri” successi, i traguardi di chi ha creduto fortemente nella bontà del nostro agire e per questo si è fidato e si è affidato; perché si è vincenti se si crede in ciò che si fa e si persevera tenacemente anche quando le energie ci abbandonano, le risorse scarseggiano e il pettegolezzo infimo e mendace abbatte la credibilità e la serietà di tanto lavoro e di tanta fatica spesa per il bene dei nostri bambini, per il sorriso dei vostri figli, per la gioia di una comunità che sia orgogliosa di essere e sentirsi cesarina.

Il mio pensiero va all’inizio della nostra avventura insieme, alla mobilitazione per riavere palestre sicure e dignitose, scuole attrezzate e pulite, scuole tecnologiche e competitive per risorse strumentali, scuole aperte alle innovazioni e alle sperimentazioni, come la musica corale e strumentale nella Scuola Primaria, Scuola del benessere con il Centro Sportivo Scolastico, scuola che si apre al territorio con i corsi ECDL, scuola che nutre la mente e il cuore con la “biblioteca” infanzia, scuola che si apre all’Europa e oltre con accordi di partenariato internazionale e stage linguistici all’estero (e il mio orgoglio è aver coinvolto anche alunni di 5^ elementare), una scuola che finalmente è trainer di iniziative di alto valore e di grande responsabilità, coordinando 10 scuole delle tre province ionico-salentine, in un progetto che porterà la scuola di Porto Cesareo e la comunità cesarina a riscattare la fama di “porto di mare” dove tutto transita senza lasciare traccia…”il topolino che partorisce una montagna “ (cit. Olla).

Mentre scrivo la gioia mi pervade il cuore e l’emozione mi regala un sorriso; e il mio sorriso lo dono a voi tutti, ai miei insegnanti che credono con me nella scuola delle regole e della fatica, ma che non lesinano abbracci e carezze quando occorrono; ai miei bambini che sono l’orgoglio della nostra scuola per compostezza, educazione e curiosità verso l’ “altro e l’oltre”, ai ragazzi che nella scuola trovano una casa, un porto sicuro, talvolta un luogo di ascolto e di conforto; a voi tutti, cari genitori, che avete scelto di credere in noi e affidarci i vostri figli nel percorso di scelte consapevoli e giuste per la loro vita.

Se sono mancati i “cin cin” a Natale con qualcuno dei miei insegnanti (Infanzia), se è mancato il “precetto pasquale” con grande dissenso da parte di alcuni genitori (non certo perché la preside non ha voluto), se è mancata la circolare canonica con gli “Auguri di Buona Pasqua” del Dirigente, sopraffatta dalle scadenze di EUfonè, riconosco certamente le mie manchevolezze e giustifico il vostro dissenso, ma questo tempo speso qui a scrivere di me, di voi, dei nostri e vostri figli, l’umiltà di riconoscere i nostri errori, la finitezza della nostra natura imperfetta, la semplicità di sentirsi persona oltre gli schemi e i ruoli mi appaga molto più di una formale circolare o di un “ cin cin” dovuto.

Possa la spontaneità delle mie parole giungere a voi tutti con un messaggio di pace e di amore, soprattutto d’amore, vero e forte volano che supera le montagne e abbatte barriere apparentemente insormontabili, quello che anima il nostro agire quotidiano, l’amore per il nostro lavoro, l’amore verso la missione che abbiamo sposato, l’amore verso la speranza che il mondo possa essere migliore attraverso l’amore che ogni giorno trasmettiamo ai nostri figli.

Possa questa Pasqua di Resurrezione illuminare il vostro cammino e donarvi la gioia di sperare ancora e l’energia di resistere e continuare a lottare per i vostri valori, per i vostri ideali, per i vostri sogni, perché “nulla accade, se non lo hai sognato prima”.

Semplicemente Rita.